Il Regolamento UE 2025/40 (PPWR) rivoluziona il settore imballaggi con obblighi su progettazione sostenibile, riciclo obbligatorio e responsabilità estesa del produttore (EPR), applicabili dal 12 agosto 2026. Mira a ridurre rifiuti, emissioni e materie vergini entro il 2030, promuovendo innovazione lungo tutto il ciclo di vita.
Economia circolare e Regolamento 2025/40.
Il Regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio 2025/40 (PPWR – “Packaging and Packaging Waste Regulation”) ha come obiettivo la drastica riduzione della quantità di imballaggi e di rifiuti prodotti e il contenimento dell’uso di materie prime vergini, in modo da garantire una transizione verso un’economia sostenibile, competitiva e, soprattutto, circolare.
Il PPWR introduce nuovi obblighi che coprono l’intero ciclo di vita degli imballaggi, dalla progettazione dell’imballaggio stesso, alla gestione dei rifiuti. Le misure previste nel Regolamento mirano a ridurre significativamente, entro il 2030, le emissioni di gas serra e il consumo idrico, limitando altresì gli impatti negativi degli imballaggi sull’ambiente e sulla salute umana.
Anche il Regolamento 2025/40, pertanto, si inserisce a pieno titolo nelle politiche di economia circolare dell’Unione Europea.
Entrata in vigore del Regolamento e obblighi di adeguamento a carico dei soggetti coinvolti.
Il PPWR è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 22 gennaio 2025, ma le sue disposizioni si applicheranno a partire dal 12 agosto 2026.
Con l’entrata in vigore del Regolamento si delinea una nuova sfida per i soggetti coinvolti a vario titolo nel settore degli imballaggi, che può riassumersi in una sola parola: innovazione. È infatti l’innovazione che permette l’assolvimento di obblighi di adeguamento alla nuova normativa.
Basti pensare all’introduzione di sistemi di riutilizzo degli imballaggi e di ricarica dei prodotti per limitare lo spreco di imballaggi, nonché all’obbligo di garantire in tempi brevi – entro il 2030 – che tutti gli imballaggi all’interno del mercato UE possano essere riciclati in modo economicamente sostenibile.
Da sottolineare, poi, l’ulteriore obbligo di incrementare l’impiego di plastica riciclata all’interno degli imballaggi in modo sicuro (con obiettivi vincolanti per il 2030 e 2040), che apre lo scenario di un mercato delle materie prime seconde molto più solido, organizzato e redditizio.
Novità sulla progettazione degli imballaggi.
Il Regolamento prevede una progettazione degli imballaggi che consenta una riduzione di peso e volume e l’eliminazione di spazi vuoti non necessari; è inoltre previsto l’obbligo di materiale riciclato (con target minimi che aumentano nel tempo), l’incremento delle percentuali di imballaggi riutilizzabili e il divieto di alcuni tipi di imballaggi monouso.
Limitazioni specifiche riguardano l’uso di sostanze chimiche pericolose – come le PFAS – negli imballaggi a contatto con gli alimenti, applicabili già a partire dal 12 agosto 2026.
Per quanto riguarda gli imballaggi compostabili, il Regolamento pone standard tecnici rigorosi allo scopo di garantire che tali imballaggi possano essere smaltiti correttamente tramite compostaggio senza causare problemi di contaminazione.
L’etichettatura degli imballaggi.
Al fine di guidare i consumatori nella raccolta differenziata, dall’agosto 2026 l’imballaggio immesso sul mercato dovrà essere contrassegnato da una c.d. “etichetta armonizzata”, contenente informazioni sui materiali che lo compongono.
Oltre all’etichetta armonizzata, gli operatori economici potranno apporre sull’imballaggio un codice QR o altro tipo di supporto dati standardizzato, aperto, digitale, contenente informazioni – in una o più lingue facilmente comprensibili – sulla destinazione di ciascun componente separato dell’imballaggio, per facilitare la cernita da parte dei consumatori.
Istituzione del Registro nazionale dei produttori di imballaggi.
Gli obblighi di adeguamento a carico dei soggetti coinvolti dal PPWR sono inseriti nell’ambito della responsabilità estesa del produttore (EPR) per gli imballaggi; tale responsabilità prevede che i produttori, nel momento in cui immettono un imballaggio sul mercato per la prima volta, devono iscriversi al Registro dei produttori dello Stato membro interessato.
Come per altre categorie di rifiuti, il disegnato sistema ERP richiede ai produttori di farsi carico dei costi e della gestione di tutto il ciclo di vita degli imballaggi, dalla progettazione allo smaltimento.
Considerazioni finali.
Il PPWR intende creare un quadro normativo chiaro e uniforme per l’intera filiera degli imballaggi, riducendo l’impatto ambientale attraverso una progettazione più sostenibile, un maggiore riciclo e un uso crescente di materiale riciclato, il tutto in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo.
Le prescrizioni del Regolamento, dettagliate, puntuali e temporalmente stringenti, richiedono uno sforzo organizzativo per le aziende interessate che sono chiamate, in veste di attive protagoniste, ad attuare la transizione verso un’economia circolare.
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