Luce Ombra: il progetto artistico entra in Studio

LUCE OMBRA è il nuovo progetto artistico che, nel contesto dell’iniziativa Art in Studio, afferma la visione dello Studio Legale Nervi Zulli di coniugare l’impegno etico con la responsabilità ambientale.

 

La carta fatta a mano di Roberto Mannino, in questa mostra, indaga l’omonima relazione tra luce e ombra, elemento centrale della sua ricerca e abbandona il ruolo di semplice supporto per vestire i panni di prova scultoreamemoria etica manifesto di sostenibilità

 

La fragilità della materia rispecchia la complessità dei processi legali e ambientali trattati in questo spazio, invitando a leggere la vulnerabilità oltre l’apparenza. Le opere emergono come rilievi, dove l’ombra diviene parte del disegno, elevando la carta da semplice strumento di testimonianza a simbolo di rinnovamento e di consapevolezza ecologica.

È la sintesi della ricerca ventennale di Roberto Mannino.

 

La sua profonda esperienza nella scultura e nell’incisione si è fusa sin dal 1996 con le tecniche contemporanee della carta fatta a mano. 

Attraverso installazioni esposte in contesti internazionali (dalla MACRO alla Holland Papier Biennale), l’artista ha costantemente esplorato la carta non come supporto, ma come materia scultorea vivente. 

 

La scelta di Mannino non è casuale, ma riflette la perfetta armonia tra l’etica artistica e i valori professionali dello Studio Legale che lo ospita. 

Questo progetto rappresenta la più recente e matura evoluzione del suo lavoro, focalizzando l’indagine sulla fragilità come forza e sul dialogo etico con lo spazio circostante.

Luce Ombra

Luce Ombra- fragili invasioni in territori di carta è una mostra che si sviluppa come un’esperienza in tre atti che attraversa una larga parte della produzione attuale dell’artista Roberto Mannino nel suo rapporto diretto con la materia, la luce, lo spazio e il tempo sospeso del gesto.

 

La carta- medium prediletto da Mannino- si fa struttura, superficie, pelle e corpo. Non è un semplice supporto, ma abita una sensibilità che assorbe, trattiene e riflette. 

Leggerezza e Sospensione

Il percorso si apre con una storia dove la leggerezza e la sospensione dominano la scena: il naso all’insù a voler imitare nuvole galleggianti come parte di un processo di un pensiero disperso.

La scoperta individuale

Nella seconda stanza si attiva il processo della scoperta individuale. In questo gioco di luce e ombra, la superficie della carta si svela e si trasforma, rivelando pieghe e imperfezioni del processo creativo: un invito a leggere la materia oltre l’apparenza nella sua vulnerabilità della lavorazione.

L’ultima stanza è un passaggio rituale alla penombra di una nuova percezione visiva. 

 

Le vetuste si presentano come presenze silenziose dove la fruizione si apre all’imprevisto. C’è una ineluttabile verità tra la luce e l’ombra, un rapporto reciproco che determina l’una l’esistenza dell’altra. 

 

Le opere emergono ormai come rilievi e l’ombra diventa parte del disegna mentre ancora il bordo muta in segno.

 

Le installazioni finalmente si ergono imperiose nello spazio e intraprendono un dialogo alla pari con l’astante, ridefinendo i classici ruoli opera e visitatore.